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CAMP '07: RIGHTS CAMP


I DIRITTI CHE CI INTERROGANO


GIOVANI: DIRITTI E DOVERI

Tra le piacevoli discussioni che si sono fatte al campo-giovani delle CdB, tenutosi quest’anno a Velletri, presso il Centro Ecumene, tra il 29 aprile e il 1° maggio, mi ritornano alla mente diversi interventi che presero spunto dai fervidi e interessantissimi racconti sul periodo della Resistenza di cui ci ha saputo fare dono Lidia Menapace. Lei visse quegli eventi, che aprirono la strada alla Repubblica e quindi alla democrazia in Italia, quando era diciannovenne, l’età media di chi partecipava al campo.

Ci ha raccontato di gesti di grande coraggio, di ideali per i quali tante persone, tra cui lei, rischiarono e, purtroppo non raramente, persero la vita, di eventi comunque drammatici, nei quali si percepiva, però, la nascita di qualcosa di molto importante, per cui valeva la pena combattere, anche senza armi, ma con la sola forza di volontà.

Ecco: noi, i nipotini di Lidia, di queste battaglie oggi stiamo raccogliendo i frutti e ciò accade (parlo per me) senza che a volte ce ne rendiamo perfettamente conto. Noi oggi andiamo a scuola, andiamo a votare, usufruiamo della Mutua e dei Servizi Pubblici... forse dando per scontati gesti che ci paiono ormai naturali; ma sessant’anni fa tali gesti proprio naturali non erano e per questo motivo i nostri nonni, o alcuni di loro, li hanno dovuti riconquistare con la forza e l’amore per la libertà.

Cosicché la simpatica Lidia Menapace, della coppia di complementari diritti e doveri, poneva con decisione l’accento sui primi, avendoseli visti negare, mentre per quanto riguarda i secondi preferiva soprassedere, non avendoli potuti mai, per forza di cose, mettere in discussione.

In un breve dialogo avuto con lei mi sono trovato in sintonia nel ricordare una vecchia canzone partigiana che mia madre, da piccolo, mi faceva sentire su antiquati 45 giri chiamati “i dischi del Sole”; ebbene, questa canzone si intitolava “Oltre il ponte” e parlava molto bene del forte contrasto dicotomico scatenato dalla guerra: “... tutto il male avevano di fronte... oltre il ponte là c’era la vita...”.

A quei tempi non c’era molto tempo per divertirsi ai concerti: c’era da scegliere da che parte del ponte guardare la vita e combattere per essa. Oggi per noi, che abitiamo l’Occidente pacifico, perlomeno in casa nostra, ed economicamente evoluto, i problemi sono cambiati e forse l’equilibrio tra diritti e doveri, almeno per alcuni, tra cui mi ci metto anch’io, si è un po’ invertito. Devo ammettere che spesso ho dato per scontati i diritti, mentre invece altrettanto spesso ho teso, e tendo tuttora, a tralasciare i doveri, per non sobbarcarmi eccessive fatiche.

Ebbene, per quanto mi riguarda ritengo di non essere certo uno stakanovista, ma durante il campo anche da altri ragazzi e ragazze è emersa la richiesta nei confronti di nonni e genitori: riparlateci anche un po’ dei nostri doveri, per favore. Non è infatti sempre la pigrizia o la superficialità che fa prendere la vita in maniera meno responsabile e un po’ edulcorata; a volte è la mancanza di segni chiari, di eventi lampanti, è il confronto quotidiano con una realtà contraddittoria, perfino sconcertante, che può produrre disillusione e cinismo e, di conseguenza, un allontanamento dalla vita sociale.

Non sarà sicuramente necessario ritornare ad un pre-‘68, come taluni sembrano proporre, ma c’è un grande bisogno di trasmissione di punti di riferimento che siano limpidi e solidi nelle fondamenta.

 Tommaso Speziale
(dal "Foglio di Comunità" di Pinerolo - giugno 2007)


DIRITTI IN MOVIMENTO.
SETTIMO CAMPO NAZIONALE DEI GIOVANI DELLE CDB

33890. VELLETRI-ADISTA. Si è concluso il primo maggio a Velletri il settimo campo nazionale dei giovani delle Comunità di Base Italiane, “Rights camp. I diritti che ci interrogano”. I lavori, cui hanno preso parte una sessantina di giovani provenienti da una decina di comunità sparse nel territorio nazionale, si sono sviluppati nell’arco di tre giornate, ricche di relazioni, laboratori, momenti di confronto comunitario e di convivialità. Il campo è stato aperto dagli interventi di Tonino Perna, docente di Sociologia Economica all’Università di Messina, e di Lidia Menapace, senatrice eletta come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista, che hanno parlato di “Cultura dei diritti, diritti delle culture” e di “diritti delle donne”.

Tonino Perna ha definito i “diritti sociali e politici” una “costruzione storica”, frutto di un processo inarrestabile, in quanto “non esistono diritti naturali, non esistono diritti in assoluto, non esistono diritti universali che valgono in ogni parte della terra, ma solo diritti che si articolano in base alla cultura, alla storia e alle diverse forme che le organizzazioni sociali hanno assunto nell’evoluzione della storia umana”. Perna ha quindi sottolineato che è proprio perché “nessun diritto è acquisito per sempre” che ci troviamo oggi di fronte ad uno scenario in cui diritti sociali che sembravano essere ormai conquistati una volta per tutte sono invece pericolosamente messi in discussione. Attraverso un’ampia panoramica storica, Perna ha evidenziato che i diritti sono nati sempre in conseguenza della paura del potere costituito di fronte alle spinte ed alle lotte provenienti dal basso: come è avvenuto in Italia, quando il governo centrista, dopo gli anni della contestazione e dell’autunno caldo, ha concesso – nel 1970 - lo Statuto dei Lavoratori. Ma quando la forza dei movimenti sociali, politici e sindacali diminuisce, l’esistenza dei diritti viene minacciata.

“I diritti sociali” si conquistano quindi “non tanto quando cambia il governo” ma in relazione, da una parte, alla “forza che ha la popolazione di organizzarsi e, dall’altra, alla paura del potere della rivoluzione”. Nel nostro Paese, ha detto Lidia Menapace, sono due i soggetti storici che hanno contribuito maggiormente alla conquista dei diritti: “il movimento dei lavoratori ed il movimento delle donne”. Il femminismo, in particolare, nella sua lotta per l’autodeterminazione di ciò che appartiene alla donna – a partire dal corpo –, ha incontrato una duplice opposizione: da una parte, a livello della struttura economica, il capitalismo; dall’altra, a livello sociale e culturale, il patriarcato, istituzione assai più antica del capitalismo, ma che rappresenta l’altra faccia di questa forma di dominio storico.

Con la Costituzione del 1946, ha spiegato la Menapace, “formalmente” siamo diventati cittadini con pari dignità, ma in realtà siamo passati dalla forma della sudditanza a quella della militanza partitica. Una militanza che in passato è divenuta talmente esclusiva ed onnicomprensiva da rendere la mediazione partitica l’unica forma attraverso la quale potevano essere rivendicati e riconosciuti i diritti. Una condizione che conteneva indubbiamente anche aspetti positivi, ma che oggi è progressivamente superata da quelli che la Menapace ha definito i “movimenti di cittadinanza”, diversi da quelli del passato che erano legati all’orizzonte ideologico della Dc o del Pci. Movimenti dal basso, della cittadinanza attiva, autorganizzati e connotati in senso fortemente democratico ed egualitario, come quelli che si oppongono al ponte sullo Stretto di Messina, i movimenti No-Tav, No-Vat, Facciamo Breccia; movimenti diversi anche dai “movimenti civici”, che tendono a difendere interessi esclusivamente corporativi.

Dei diritti degli omosessuali ha invece parlato Gianni Geraci, animatore del gruppo di omosessuali cattolici di Milano “Il Guado”, il quale è partito dalla propria esperienza vita, ha toccato molti dei problemi che può incontrare chi si confronta con una sessualità giudicata “diversa”, a partire dal “diritto a non essere ipocrita”, “un diritto specifico delle persone omosessuali” ad accettarsi e a farsi accettare dalle persone “cosiddette normali”, che significa anche avere il coraggio di scoprire di essere una persona diversa da quella che ci si era immaginati di essere e, successivamente, di comunicare questa scoperta al mondo esterno.

Il campo si è concluso con un momento di discussione con Marcello Vigli e Gabriella Natta, "Speciale TG (vi è stato detto... ma io vi ‘Dico’)", durante il quale si è parlato del progetto di legge sui diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, sia da un punto di vista legislativo, sia rispetto alle ingerenze della Chiesa cattolica. “Le società cambiano, esprimono bisogni e desideri diffusi, trasformati nel campo dell’etica in valori che devono poi essere tradotti in norme di legge affinché tutti – e non solo chi ha i mezzi economici per soddisfarli – possano usufruirne”, ha detto Vigli. L’esigenza di nuovi diritti che nasce da queste trasformazioni storiche e sociali “caratterizza tutte le società in tutti i tempi”. Negli ultimi decenni, ad esempio, è cambiato il modo di convivere, è cambiato il modo di rapportarsi con gli altri. Le ragioni sono diverse: basti pensare alla diffusione dei metodi anticoncezionali, che ha completamente trasformato “il rapporto tra sessualità e procreazione”. Ma è cambiato – ha aggiunto Vigli – “anche il rapporto tra sesso e genere: superata in parte una cultura omofobica, si è scoperto che i generi non sono soltanto due, ma tanti quanti sono i modi di intendere e vivere la sessualità”.

Oggi è la Chiesa cattolica a esercitare le maggiori resistenze rispetto ai modi con cui le società hanno già cambiato le forme della famiglia. “La Chiesa parla di ‘diritti naturali’, di ‘famiglia naturale’ e di unioni – quelle omosessuali – ‘anomale’, se non ‘contro natura’”. “Ma esiste veramente – si è chiesto Vigli - una natura statica e immutabile?”. Se “la gerarchia ecclesiastica continua a ragionare secondo l’apparente sillogismo “Dio ha creato la natura, la Chiesa rappresenta Dio, quindi la Chiesa ha diritto di stabilire cosa è naturale e cosa non lo è”, la vita nel corso dei secoli si è trasformata radicalmente: l’uomo ha introdotto cambiamenti che definiamo ‘artificiali’, ma che sono frutto dell’intelligenza umana, che è un prodotto della natura: le innovazioni sociali, scientifiche e tecnologiche appartengono quindi di diritto al concetto di ‘natura’, che non possiamo considerare immodificabile.

da ADISTA Notizie n°37 - 2007

 RELAZIONI INTRODUTTIVE
(Audio Mp3)

"CULTURA DEI DIRITTI,
DIRITTI DELLE CULTURE
"
con Tonino Perna (Docente di Economia all'Università di Messina)

 

 

 

         

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

"I DIRITTI DELLE DONNE"
con Lidia Menapace (Senatrice della Repubblica)

 

 

 

 

 

         

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

"I DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI"
con Gianni Geraci (Gruppo omosessuali credenti Il guado di Milano)

 

 

 

 

         

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

"COSCIENZA, LOTTA E STRUMENTI PER L'ESERCIZIO DEI DIRITTI"
con Giovanni Franzoni (teologo, saggista)

 

 

 

 

         

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

"VERSO LA MARCIA PER LA PACE 2007: DIRITTI PER TUTTI/E"
con Claudio Daminato (Direttivo della Tavola della Pace)

 

 

 

         

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

"SPECIALE TG
(vi è stato detto... ma io vi DICO)"

con Marcello Vigli (Gruppo di Controinformazione Ecclesiale" di Roma)
Gabriella Natta (CdB di S.Paolo, Roma)

 

 

M.Vigli     G.Natta        

 

[SCARICA TESTO STAMPABILE]

 "E I BAMBINI?"
(Le bambine e i bambini del "Camp"
mettono in scena i diritti dei propri coetanei)

INTRODUZIONE

(Due persone entrano)

BAMB. 1:
Abbiamo trovato problemi ad inventare un'introduzione un po' originale al posto della solita presentazione banale della recita, ma non ci siamo riusciti.

BAMB. 2:
No! Non è vero. Invece scrivere l'introduzione è stato semplicissimo, e non abbiamo avuto problemi a trovare un'idea originale.

BAMB. 1:
Ma cosa dici?!? Allora, andiamo avanti, in questi tre giorni abbiamo visto due film…

BAMB. 2:
Ma veramente io non ho visto nessun film! Ho ascoltato i dibattiti. (Detto con fare altezzoso)

BAMB. 1:
E di che parlavano? Sentiamo!

BAMB. 2:
Ehm… veramente… di diritti?! Delle donne, degli omosessuali, e degli operai.

BAMB. 1:
Ecco appunto, diritti…

TUTTI:
E i bambini???

[TESTO INTEGRALE STAMPABILE]

 
IL RACCONTO DI UNA RAGAZZA PARTIGIANA

La prima sera del Camp'07 è stata caratterizzata da un "fuoriprogramma" estremamente importante.

Lidia Menapace ha voluto condividere con noi le sue memorie di giovane nella guerra e di ragazza partigiana in lotta per la conquista del Diritto dei Diritti: la Libertà.
Un momento di Storia, ma anche poesia (e ironia!) che ha tenuto svegli più e meno giovani fino a tarda notte, malgrado il viaggio di molti partecipanti e le fatiche di tutti.

In attesa della versione testuale, presentiamo il racconto in MP3 dalla viva voce di Lidia

 "MOMENTI"
(23 modi per dire "io c'ero!")

 IL "LOGO"
(Elaborazione da "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo)

"Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, 28 luglio 1868 – Volpedo, 14 giugno 1907), non ha certo bisogno di presentazioni per quello che riguarda il suo aspetto, grazie anche agli infiniti usi e alle ripetute manipolazioni che se ne sono fatte per adattarlo ai temi dei diritti delle classi disagiate.

Anche noi non abbiamo perso questa occasione e così ecco lì Giovanni, "Gioanon" e Teresa, in un'ennesima performance, pronti ad accompagnarci nel viaggio tra diritti e - specialmente - "rovesci" dei cittadini.

Ma non volendo limitarci ad un semplice "usa e getta" di quest'opera (costata all'artista dieci anni di lavoro e la quasi messa al bando dagli ambienti culturali dell'epoca), abbiamo pensato di allegare una scheda di lettura tratta da alcune pagine del sito www.homolaicus.com per facilitarne la comprensione.

APRI LA SCHEDA

 LA CANZONE
("Imagine" di John Lennon)

john lennon

Immagina che non ci sia il Paradiso
prova, è facile
nessun inferno sotto,
sopra di noi solo il Cielo
Immagina che tutta la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutta la gente
viva la vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo sarà come uno solo...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
Senza necessità di avidità o rabbia
la fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo sarà come uno solo...

 

 
IL FILM (1)

NON UNO DI MENO

TITOLO ORIGINALE: Yi Ge Dou Bu Neng Shao

REGIA: Zhang Yimou

ANNO: 1999

NAZIONE: Cina

PRODUZIONE: Mikado

DURATA: 102'

CAST: Wei Minzhi


In un lontano villaggio della campagna cinese, dove le strutture sono modeste e il livello di vita è molto povero, il maestro Gao deve assentarsi per un mese per andare ad assistere la madre gravemente malata. Per sostituirlo il sindaco sceglie Wei, una ragazzina tredicenne senza alcuna esperienza d'insegnamento. Prima di partire, Gao raccomanda a Wei di fare in modo che nessun allievo si ritiri da scuola durante la sua assenza. Con la promessa di un compenso di cui ha molto bisogno, Wei si appresta ad affrontare un compito che però si rivela molto difficile: i bambini sono irrequieti e spesso preoccupati per le molte difficoltà che vivono in famiglia. Quasi inevitabilmente dunque una mattina il piccolo Zhang, i cui genitori sono fortemente indebitati, lascia la classe, scappa dal villaggio e va in città a cercare un lavoro. Wei non ha esitazione e decide di andare alla sua ricerca. Nel panorama urbano confuso e disordinato, Wei affronta situazioni del tutto sconosciute. Alla fine una rete televisiva viene a conoscenza della sua storia e ne fa oggetto di un servizio specifico. Zhang allora ricompare. Quando tornano al villaggio, la troupe li segue e insieme porta una serie di oggetti raccolti grazie alle donazioni. Per la scuola si aprono nuove prospettive. Intanto i bambini scrivono sulla lavagna con tanti gessetti colorati.

(da "TrovaCinema" - La Repubblica)

 
IL FILM (2)

SALVATORE. QUESTA È LA VITA

REGIA: Gian Paolo Cugno

ANNO: 2006

NAZIONE: Italia

DURATA: 91'

CAST:
Salvatore Alessandro Mallia
Marco Brioni Enrico Lo Verso
Laura Valvo Galatea Ranzi
Ernesto Mahieux
Giancarlo Giannini
Gabriele Lavia


Marco Brioni è un giovane maestro di scuola elementare che lavora e vive a Roma. Accetta di trasferirsi per un anno in un paesino della Sicilia per insegnare nella scuola locale. Qui conosce il piccolo Salvatore, un bambino che, a causa di problemi familiari, non può frequentare la scuola. Orfano di entrambi i genitori, Salvatore vive infatti in una piccola casa in riva al mare con la nonna e la sorellina e provvede al loro sostentamento lavorando nella serra di pomodori che fu del padre e pescando nel mare davanti casa. Il maestro prende a cuore la sua situazione e cerca di aiutarlo, facendogli lezioni a domicilio. In poco tempo, i due diventano inseparabili.

(da "TrovaCinema" - La Repubblica)

 
CELEBRAZIONE EUCARISTICA

CANTO D'INIZIO:  "LA STRADA"

Rit:
C’è solo la strada su cui puoi contare,
La strada è l’unica salvezza;
C’è solo la voglia e il bisogno di uscire,
di esporsi nella strada e nella piazza:
perché il giudizio universale
non passa per le case,

le case dove noi ci nascondiamo;
bisogna ritornare nella strada,
nella strada per conoscere chi siamo.

Rit.
e gli angeli non danno appuntamenti,
e anche nelle case più spaziose
non c’è spazio per verifiche e confronti.

Rit:
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.

Rit:
per rendere concreti i nostri sogni,
bisogna allontanare le illusioni
e impegnarci a rispondere ai bisogni.


 I HAVE A DREAM  (Io ho un sogno)

Discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963

Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.
Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!.
Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni coffina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.
Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una beffissima sinfonia di fratellanza.
Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, dite, dolce terra di libertà, dite io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere

Martin Luther King


PRIMA VENNERO PER GLI EBREI

Prima vennero per gli ebrei
E io non dissi nulla perché
non ero ebreo.

Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.

Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa.

Pastore Martin Niemoeller
(deportato a Dachau).


DAL VANGELO DI LUCA (8, 43-48)

43Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, 44g1i si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò. 45Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Mentre tutti negavano, Pietro disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. 46Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. 47Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l’aveva toccato, e come era stata subito guarita. 48Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, va’ in pace!”.


INTERVENTI LIBERI


PREGHIERA EUCARISTICA

Ti benediciamo, Dio della differenza,
per quando ci spingi a camminare verso il molteplice,
per quando strade diverse incrociano la nostra
e la colorano di tinte nuove

ti benediciamo, madre della diversità,
per il tuo amore per l’umanità
che ti porta ad andarle incontro
su strade sempre diverse

insegnaci a non fare confronti di valore
tra le nostre differenze
a smettere di scatenare guerre
per dimostrare che la nostra torre
è più bella e più forte delle altre.

Continua a chiamarci sulle tue strade
come fratelli e sorelle
ascoltando e amando i nomi diversi
che ognuno e ognuna di noi ti dà,
nella sua semplicità di creatura

Eccoci, o Dio, alla mensa voluta da Gesù.
Eccoci a spartire il pane che è tuo dono.

Siamo qui per ricordare Gesù e la sua vita,
per rimetterci ogni giorno sulla sua strada

La sera prima di essere ucciso,
mentre sedeva a tavola
con i suoi discepoli e le sue discepole,
prese il pane, lo spezzò
e lo distribuì loro dicendo:
“prendete e mangiatene tutti:
questo è il mio corpo
offerto in sacrificio per voi”.

Poi prese un bicchiere di vino, rese grazie,
lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro:
“questo è il mio sangue
che viene sparso per tutti i popoli.
Fate questo in memoria di me”.

Ed ora tutti insieme prendiamoci per mano e preghiamo secondo l’insegnamento di Gesù:

O DIO, TU SEI PADRE NOSTRO E MADRE NOSTRA,
SEI PER LE STRADE,
NELLA NOSIRA VITA QUOTIDIANA.
CHE IL TUO NOME E IL TUO MESSAGGIO
SIANO PRESI SUL SERIO,
CHE LA GIUSTIZIA SIA FATTA,
CHE SI REALIZZI LA CONDIVISIONE
COME TU CE L ‘HAI INSEGNATA,
CHE TUTTI GLI SFRUTTATI ABBIANO IL LORO PANE,
CHE TUTTI GLI OPPRESSI VIVANO NELLA DIGNITA’
DACCI LA FORZA DI CONTINUARE
CIO’ CHE TU HAI COMINCIATO.
INSEGNACI A COSTRUIRE UNA NUOVA SOCIETA’
IN CUI GLI UOMINI E LE DONNE
VIVANO NUOVI RAPPORTI SOCIALI.
LIBERACI DALLA NOSTRA TENDENZA A DELEGARE
E A SFUGGIRE DALLE RESPONSABILITA'
DACCI LA FORZA DI RESISTERE
ALLA SOCIETA‘ DEL CONSUMISMO
ED ALLE SUE FALSE SICUREZZE.
RENDICI CAPACI Dl UNA SOLIDARIETA‘ A TUTTO CAMPO.
AMEN


UN ABBRACCIO

“Un abbraccio comporta sempre un doppio movimento di apertura e chiusura. lo apro le braccia per creare in me spazio per l’altro.
Le braccia aperte significano scontentezza di essere solo me stesso e desiderio di includere l’altro.
In un abbraccio chiudo anche le braccia intorno all’altro, non tanto strettamente da schiacciarlo, ma gentilmente....
Voglio che rimanga indipendente e fedele al suo vero essere.”

Miroslav VoIf

scambiamoci un ABBRACCIO e un AUGURIO dipace


 CANTO

Evenu shalom alehem
Evenu shalom alehem
Evenu shalom alehem
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

E sia la pace con noi
E sia la pace con noi
E sia la pace con noi
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

And the peace be with us
And the peace be with us
And the peace be with us
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

Et la paix soit avec nous
Et la paix soit avec nous
Et la paix soit avec nous
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

Y sea la paz con nosotros
Y sea la paz con nosotros
Y sea la paz con nosotros
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

Diciamo pace al mondo
Cantiamo pace al mondo
La nostra vita sia gioiosa
Ed il saluto, pace, giunga fino a voi.

Evenu shalom alehem
Evenu shalom alehem
Evenu shalom alehem
Evenu shalom, shalom, shalom alehem

 Condivisione del pane, del vino e dei diritti “sognati” con gli impegni da assumere (ognuno può scrivere i suoi pensieri sui cartoncini colorati raccolti da terra; verranno letti al termine della celebrazione)


CANTO: E’ PIU' BELLO INSIEME

1. Dietro i volti sconosciuti
della gente che mi sfiora
quanta vita quante attese di felicità.
Quanti attimi vissuti
mondi da scoprire ancora
splendidi universi accanto a me.

RIT. E’ più bello insieme
è un dono grande l’altra gente
è più bello insieme. (2 volte)

2. E raccolgo nel mio cuore
la speranza ed il dolore
il silenzio e il canto della gente attorno a me In quel pianto in quel sorriso
è il mio pianto il mio sorriso,
chi mi vive accanto è un altro me.

3. Tra le case e i grattacieli
tra le antenne lassù in alto
così trasparente il cielo non l’ho visto mai. E la luce getta veli
di colore sull’asfalto
ora che cantate assieme a me.

gesto: mettiamo insieme i nostri diritti leggendo un biglietto a voce alta e incollandolo sul cartellone

  


CANTO: DIO E’ MORTO

Ho visto.
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente cercare il sogno che conduce alla pazzia nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate dentro le stanze da pastiglie trasformate dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà

È un Dio che è morto
ai bordi delle strade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell’estate, Dio è morto.

M’han detto
che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso han mascherato con la fede nei miti eterni della patria e dell’eroe
perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l’ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.

È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.

Ma penso
che questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che faremo Dio è risorto...

(A cura di Anita, Arianna,Sofia, Anna, Anna e Paolo di Verona)

 
IMMAGINI DALLA "SERATA NAZIONALE DEGLI ARTISTI"

 
DOPO IL "CAMP": DOCUMENTI

Ciao ragazzi, come state?

Sono Saveria della C.T. "la Genovesa" e volevo comunicarvi che con Paolo Ferrari e i giovani della CT stiamo proponendo alcuni percorsi per prepararci alla "Marcia della Pace Perugia-Assisi".

Vi allego del materiale e, a nome di tutti i ragazzi, vi invito a partecipare e a tenerci in contatto.

A presto.

Saveria

[DOCUMENTI]



CARI AMICI E CARE AMICHE,
NEGLI ALLEGATI TROVERETE L'INVITO A COSTRUIRE INSIEME IL PERCORSO DI INIZIATIVE SU "DIRITTI UMANI PER TUTTI" IN PREPARAZIONE DELLA SETTIMANA DI OTTOBRE AD ASSISI E DELL'ONU DEI GIOVANI.
IL PRIMO INCONTRO E' STATO MOLTO "PRODUTTIVO" (VEDI RELAZIONE) MA IL 2° SARA' QUELLO "DECISIVO" :NON MANCATE !!!

VI PREGO DIFFONDERE QUESTO INVITO PER COSTRUIRE LA PIU' AMPIA PARTECIPAZIONE TRA I GIOVANI E LE ASSOCIAZIONI VERONESI

Paolo Ferrari
per il Coordinamento Veronese Entilocaliperlapace

[DOCUMENTI 2]



Gentili Educatori, gentili Educatrici,

nel prepararci al 60°anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani dell'ONU, per realizzare anche a Verona un percorso di "EDUCAZIONE ALLA PACE E AI DIRITTI UMANI PER TUTTI E TUTTE" che sfoci nella partecipazione alle iniziative della SETTIMANA PER LA PACE E I DIRITTI UMANI che si concretizzerà in centinaia di iniziative in tutta Italia con SEDE DI RIFERIMENTO IN ASSISI, vogliamo porre alla vostra cortese attenzione i programmi esposti negli allegati a questa e-mail, con particolare riguardo al "CINEFORUM SUI DIRITTI UMANI" e alla proiezione riguardante DON MILANI E LA SUA ESPERIENZA EDUCATIVA.

Ci auguriamo che quanto propostoVi sia di vostro interesse e gradimento e possiate, così, coinvolgere le vostre realtà educative e diffondere questi inviti ai vostri "contatti" al fine di favorire la massima partecipazione possibile degli insegnanti ed educatori di Verona nonché di una folta rappresentanza di GIOVANI STUDENTI VERONESI sul "DIRITTO ALLO STUDIO" e "LA MIA SCUOLA PER LA PACE".

PREGANDOVI DI "NAVIGARE" SU www.perlapace.it per maggiori informazioni sul "nazionale", restiamo a vostra completa disposizione.

Paolo Ferrari
per il Coordinamento Veronese Enti Locali per la Pace

[DOCUMENTI 3]



Care amiche, cari amici,

Si sta avvicinando la Settimana della Pace e la III Assemblea dell'Onu dei Giovani. Per questo vi inviamo un aggiornamento sul programma e sui contenuti delle iniziative in agenda.
Vi ricordiamo che la scadenza per le iscrizioni è Sabato 22 Settembre;
GIA' 10 GIOVANI VERONESI SI SONO ISCRITTI e acompagneranno i NOSTRI OSPITI : un RAGAZZO PALESTINESE e uno ISRAELIANO di "FIORI DI PACE" che saranno TESTIMONI all'ONU DEI GIOVANI.
Vi preghiamo quindi di inviare la scheda di partecipazione prima possibile e COMUNICARLO ANCHE AL COORDINAMENTO VERONESE CHE CURA L'ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO A TERNI.
Alleghiamo, oltre alla scheda di iscrizione , il programma delle attività,  la traccia (provvisoria) dei workshop ed una call per volontari rivolta a chiunque voglia, nella Settimana della Pace, aiutarci a rendere l'Assemblea dell'Onu dei giovani un luogo accogliente per tutti coloro che vi
prenderanno parte.
Per informazioni ed aggiornamenti vi consigliamo di
consultare il nostro sito internet www.onudeigiovani.org
Vi aspettiamo!

Il comitato promotore

[DOCUMENTI 4]

 

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